Hoy se inauguró en Milán, en coincidencia con la Semana de la Moda de la capital de Lombardía, la muestra 12 trajes para Milán: diseñadores españoles dialogan con la literatura, que expone las creaciones mediante las cuales doce relevantes figuras españolas de la moda interpretan de forma personal diversos textos de la literatura hispanoamericana.
Esta exposición, que podrá visitarse hasta el próximo 8 de abril en la sede milanesa del Instituto Cervantes, surgió de la invitación a doce diseñadores y modistos de España a leer unos textos y vestirlos con sus mejores galas. El resultado: la vanguardia de la moda se une a los escritores para acercarnos desde una nueva óptica a algunas grandes obras literarias.
Esta iniciativa, que ya ha recorrido Japón, China, Turquía y España, llega a Milán con el objetivo de promocionar en Italia a un selecto número de escritores en lengua española: Gabriel García Márquez, Álvaro Mutis, Juan Gelman, Miguel Delibes, Carlos Fuentes, José Ángel Valente, Carmen Martín Gaite, Dulce María Loynaz, Antonio Gamoneda, María Zambrano, Antonio Muñoz Molina y Rosa Chacel; y a doce reconocidos creadores de alta costura de España: Devota & Lomba, Agatha Ruiz de la Prada , Victorio & Luccino, Alma Aguilar, Ailanto, Spastor, Duyos, Miriam Ocáriz, Davidelfin, Amaya Arzuaga, Francis Montesinos y Lydia Delgado.
Entre otros, se presentan el traje diseñado por Devota y Lomba inspirado por la lectura de Cien años de soledad, del escritor colombiano Gabriel García Márquez; la creación de Agatha Ruiz de la Prada diseñada a partir de Ilona llegó con la lluvia del también colombiano Álvaro Mutis y un modelo de Victorio & Luccino basado en Soles del argentino Juan Gelman.
El escritor español Miguel Delibes y sus Cinco horas con Mario sirven de punto de partida para el traje ideado por Alma Aguilar y la obra Los años con Laura Díaz del mexicano Carlos Fuentes inspira el diseño de Ailanto.
Además, para su exhibición en Milán, la muestra ha incorporado un ciclo de cine pensado para mostrar la evolución de la moda española a través de las películas. Entre otros, se exhibirán los films Plácido de Luis G. Berlanga, Cría cuervos de Carlos Saura, Entre tinieblas de Pedro Almodóvar y Barrio de Fernando León de Aranoa.
Una buena ocasión para echar por la borda los prejuicios tanto sobre lo frívolo de la moda como sobre lo trascendental de toda literatura… y por supuesto, para olvidar la imposibilidad de unir ambos lenguajes creativos. Moda y literatura se unen y te esperan en Milán.







marzo 25th, 2009 at 8:35 am
TEATRO SALA FONTANA
giovedì 26 e venerdì 27 marzo 2009
ore 20.30
El Circulo de Tiza (Madrid)/Elsinor Teatro Stabile d’Innovazione
presentano
ANTIGONA
prima nazionale
di
Maria Zambrano
con
Maria Bravo, Cristina Segovia, Angela Boj
scene e costumi
Emanuela Pischedda
drammaturgia
Franco Palmieri e Mercedes Castro
regia
Franco Palmieri
spettacolo in lingua spagnola con sottotitoli in italiano
Tù, Antigona enterrada viva, no moriras.
Dopo aver debuttato con successo di critica e pubblico il 24 gennaio scorso al XXVI Festival Internazionale del Teatro di Malaga al Teatro Alameda, Elsinor Teatro Stabile d’Innovazione e il Circulo de Tiza, compagnia madrilena di sole donne, presentano in prima nazionale al Teatro Sala Fontana giovedì 26 e venerdì 27 marzo alle 20.30 Antigona, spettacolo in lingua spagnola con sottotitoli in italiano, diretto da Franco Palmieri.
Lo spettacolo è la riscrittura dell’unico testo teatrale di Maria Zambrano, La tomba di Antigone. Il testo fu scritto in esilio, a Cit tà del Messico nel 1967; si tratta non solo di una lettura in chiave filosofica del personaggio creato da Sofocle, ma soprattutto di una riscrittura teatrale, che fa vivere Antigone di un tempo supplementare e di una vita propria, dentro e oltre la tragedia assegnatale. Nella tomba e nel buio la parola è la luce di Antigone e Maria Zambrano conduce la sua amata sorella dalla morte alla luce attraverso un percorso che si alimenta di tutti gli affetti e di tutti gli elementi che costituiscono il nostro vivere. Il linguaggio è di pura poesia e le parole sono acqua, sangue, terra, amore, speranza, fiori, viole, pietre. È un testo che è un canto di vita oltre la vita. L’autrice riprende la figlia di Edipo dove Sofocle l’abbandona e discende con lei agli inferi, che rappresentano gli inferni dell’anima, dei legami familiari e della città (la guerra civile e la tirannia).
Il mito di Antigone, nella storia della civiltà occidentale, ha origine nell’antichità ed è attuale ancora oggi. È per questo che lo spettacolo prende l’avvio da alcuni testi di Sofocle, di Anouilh e di Brecht, che sono l’introduzione all’Antigone di Maria Zambrano e rappresentano la tradizione e la memoria di un mito che attraversa più di due millenni. La confessione di Zambrano/Antigone prende forma rituale in uno spazio metafisico, oltre e dentro la realtà. Si tratta di un lungo viaggio dall’esilio alla propria terra, attraversando la porta del mito.
Le tre attrici protagoniste, Maria Bravo, Cristina Segovia, Angela Boj, sono immerse in uno spazio delimitato da assi di rame verticali, dalle quali filtra la luce, che Antigone attende. Il palco ha così un dentro e un fuori, un tempo dell’oggi e un tempo del passato e in questo spazio le interpreti danno forma e corpo alle parole di Maria Zambrano.
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I costumi, di Emanuela Pischedda, sono ispirati a Jacqueline Kennedy, colta nell’istantanea del dolore trattenuto e regale, con cui partecipò ai funerali del marito il 22 novembre 1963.
Antigone rappresenta, da oltre duemila anni, una pietra miliare e drammatica del teatro. Antigone ribelle, dolente, eroica, martire, figlia, ma anche sorella, che si oppone alle leggi della città in nome delle leggi non scritte, che appartengono al cuore dell’uomo. Da quando Sofocle ha messo in scena la figlia di Edipo nel suo confronto epocale con il re di Tebe, Creonte, Antigone è modello della ribellione e della giustizia.
Nella tomba in cui Antigone è sepolta viva, si fa strada l’evento attraverso cui germina il significato fondamentale della sua figura mediatrice fra amore e conoscenza.
per informazioni e prenotazioni
Teatro Sala Fontana
Via Boltraffio, 21
20159 Milano – M3 Zara
Tel +39 02 69015733
Fax +39 02 60857934
fontana.teatro@elsinor.net
http://www.elsinor.